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Domenica, Settembre 05, 2010
   
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Una Storia che scriviamo ancora

Una nuova onda biancoverde

L’A.F.P. Giovinazzo Polisportiva vede la luce nel 2004 per volontà di un ristretto gruppo di appassionati (quasi tutti ex giocatori e dirigenti) animati dall’intenzione comune di riportare l’hockey su pista giovinazzese ai livelli che gli competono dopo il grigiore degli anni novanta generato dalla diaspora interna al G.S. Hockey A.F.P. Giovinazzo.

Hockey giovinazzese finalmente ricompattato e fuso nuovamente in una sola anima, quella della passione per uno sport povero ma sano che nei lontani anni settanta aveva dato vita alla cosiddetta “febbre del sabato sera”.

Per un breve excursus nella storia dell’A.F.P. ci serviamo di questo scritto ad opera dello storico collaboratore Giuseppe Degirolamo pubblicato qualche anno fa sull’Almanacco dell’Hockey Giovinazzo curato da Nicola Bonvino; un must per tutti gli amanti di questo sport in cui sono raccolti una quantità sterminata di reperti giornalistici e fotografici che ripercorrono l’entusiasmante epopea della società giovinazzese.

L'obiettivo, in parte già raggiunto, è quello di rinverdire i fasti di quei tempi! La squadra allenata da Pino Marzella, il giocatore sicuramente più rappresentativo dell’hockey nazionale, ha gettato il guanto di sfida! Anche la prossima sarà una stagione appassionante, all'insegna del biancoverde...

 

Come nasce il "G.S. AFP Giovinazzo"  di Giuseppe Degirolamo

Lo stabilimento siderurgico delle Acciaierie e Ferriere Pugliesi, sorto nel lontano 1923, oltre ad essere il complesso privato più grande del Mezzogiorno, dà lavoro ad oltre 1000 dipendenti non solo giovinazzesi ma di tutti i paesi limitrofi ed allaccia rapporti commerciali con tutte le parti del mondo (dalla Russia all'lndia, da Cuba all'Egitto, etc.).

Per bontà dell'lng. Michele Scianatico, sorge il "Parco Giovanni Scianatico" luogo di ritrovo e di ricreazione per i dipendenti AFP e loro familiari. All'interno del "Parco" viene costruita una pista in cemento lunga m. 30 e larga m. 15 e iniziano a nascere le prime aggregazioni sportive. Iniziano i primi tornei di pallavolo, di bocce, di calcetto e ..... dulcis in fundo di pattinaggio a rotelle. Sarà la novità del mezzo meccanico, sarà il fascino del luogo, sarà l'abilità degli istruttori (il primo a mia memoria fu il Tenente Magno, sostituito dopo da Gianni Massari) sta di fatto che il pattinaggio fa subito proseliti tra i figli dei dipendenti.                                       

Il Gruppo Sportivo Acciaierie Ferriere Pugliesi nasce per volontà del Presidente delle Acciaierie e Ferriere Pugliesi S.p.A., Ing. Michele Scianatico, e si affilia alla Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio nel giugno dell'anno 1965 grazie a Gianni Massari che ne assume la guida tecnica. Subito si crea, nel Sodalizio, un clima ideale di simpatia, di passione e soprattutto di rispetto ed educazione. All'ingresso del "Parco", a caratteri ben visibili (e che tutti gli atleti conoscono molto bene) c'è scritto: "Preparati seriamente e lotta con coraggio e lealtà - se sbagli, riconosci onestamente il tuo errore ed accetta con serietà la giusta punizione - se vinci lealmente, riconosci ed ammira il coraggio del perdente - se perdi, accetta il verdetto e sii fiero se sai di aver meritato l'ammirazione di chi è stato più fortunato di te".

Iniziano le prime partecipazioni ai vari Trofei e Campionati, i pattinatori giovinazzesi subito si mettono in evidenza vincendo e strabiliando in tutta Italia con i risultati che poi andremo a vedere nei dettagli.

Ma gli allenamenti di pattinaggio erano (e sono) duri ed abbastanza monotoni motivo per cui, nelle pause tra un allenamento di fondo e l'altro, fu data la possibilità di "distrarsi" con un bastone e una pallina, avendo sempre ai piedi i pattini. Nasce in questa maniera, a Giovinazzo, l'hockey su pista e fu subito ..... amore. Tutti i ragazzini (ma anche i genitori) impazzivano per questo sport ed il dramma era per coloro i quali non potevano accedere nel "Parco" perché l'ingresso era riservato ai dipendenti e loro familiari che erano muniti di tessera. Ricordo che molti ragazzini scavalcavano, con grande rischio per la loro incolumità, le mura di cinta del Parco per poter accedere alla pista e poter pattinare. Questo problema fu superato munendo di tessere di accesso anche i pattinatori "esterni".

Dal 1965 ad oggi migliaia di giovani (circa 2.000) hanno frequentato la pista del "Parco Scianatico" prima e del "Palazzetto dello Sport" poi, attirando l'attenzione dei mass media con servizi televisivi e giornalistici per spiegare il "fenomeno" Giovinazzo che è stato definito "il Paese che va a rotelle".

Iniziarono le prime trasferte (si trattava di viaggi lunghissimi essendo Giovinazzo l'unica squadra del Sud) e le difficoltà economiche furono superate grazie alla sensibilità dell'lng. Scianatico. Alla tranquillità economica delle trasferte (senza mai esagerare nelle spese e frutto comunque di piccole conquiste fatte di volta in volta: ricordo che nelle prime trasferte fatte in Sicilia, per le gare di pattinaggio, il pasto era costituito da qualche boccone di panettone avanzante che le AFP usavano regalare ai propri dipendenti a Natale o che in una trasferta fatta a Pesaro, per la Serie B di hockey, al termine della partita ci fermammo ad una bancarella e “cenammo” con una fetta di anguria a testa) i ragazzi hanno risposto con l’entusiasmo l’applicazione e la testardaggine tipica della gente del Sud.

Anche nell’hockey, come nella corsa, i risultati non mancarono anzi, grazie a questo sport, Giovinazzo ha conquistato celebrità in Italia (vincendo svariati titoli a livello giovanile e lo Scudetto nel 1980). In Europa (prima squadra italiana a vincere una Coppa a livello europeo, sempre nel 1980, interrompendo il dominio iberico-lusitano) e nel Mondo intero (diversi atleti giovinazzesi hanno indossato la maglia azzurra alla guida dell’allenatore Massari vincendo per due volte il titolo di Campione del Mondo e molte volte quello Europeo, compreso a livello Juniores).

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